RifondaSalute

Agenzia stampa a cura del PRC Piemonte

SALUTE IN VAL SUSA: PARLA LA GENTE

Il Circolo PRC di Avigliana-Giaveno parla del questionario sulla sanità in bassa valle. Le pesanti ricadute subite dalla Sanità Pubblica piemontese dopo i tagli recenti, per finire lo sporco lavoro dell'ultimo decennio, dal governo, ed in particolare sulla eliminazione di oltre 400 prestazioni dalla usufruizione gratuita o con ticket - cosa sulla quale, si constata nel sentire della popolazione - si stanno scatenando gli appetiti delle strutture private, proponendosi come alternative a quelle pubbliche messe nella condizione di inferiorità. Il Piemonte di Chiamparino si conferma come punta di diamante di questo massacro del diritto alla salute. Il lavoro del PRC in Piemonte: ricostruire le condizioni di lotta e vertenzialità.

Nella provincia di Torino, ed in particolare nei territori della comunità montana della Bassa Val di Susa e Val Sangone, le operazioni di ristrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale hanno portato già negli anni passati alla chiusura degli ospedali di prossimità e alla conversione di queste strutture in strutture sanitarie di territorio, comprensive di reparti con letti di “continuità assistenziale”. Questo cambiamento ha portato ad un certo disorientamento della popolazione, che a qualche anno di distanza dalla conversione di queste strutture, non ha capito ancora bene come usufruire dei servizi che vengono erogati, e ha portato soprattutto a disagi legati al fatto che il pronto soccorso più vicino si trova a circa una ventina di Km ed è spesso intasato a causa della quantità di persone che vi accedono dai territori limitrofi.

All’interno di questo contesto, il circolo PRC di Avigliana e Giaveno ha deciso di organizzare una “ricerca-intervento”, attraverso la quale capire innanzi tutto se la popolazione ha presente quali siano i servizi territoriali che vengono offerti dalle attuali strutture,e poi se ritiene che questi siano o meno sufficienti e accessibili.

Per realizzare questa ricerca è stato utilizzato un questionario, la cui compilazione veniva proposta sia a coloro che entravano nelle due strutture sanitarie di Avigliana e Giaveno, sia a chi era disponibile a fermarsi a compilarlo ai banchetti predisposti in due mercati (quello di Avigliana e quello di Buttigliera Alta-Ferriera). È stata realizzata anche una versione web dello stesso questionario, ma ha avuto meno “successo” di quanto non ci si aspettasse come numero di questionari compilati (su più di 400questionari, quelli compilati on-line, ad oggi, sono solo 60).

Poiché i risultati della ricerca saranno disponibili fra qualche settimana, al momento possiamo fare solo una prima valutazione di come sia andata la “somministrazione” dei questionari.

La tipologia di persone incontrate non è molto diversa a seconda del contesto in cui il questionario è stato distribuito (c’è una prevalenza di persone anziane/pensionati sia nel contesto del mercato che in quello delle strutture sanitarie), ma cambia sicuramente l’atteggiamento di chi decide di compilare il questionario, perché mentre chi entra nelle strutture sanitarie, in genere sfrutta per la compilazione il tempo di attesa per la propria prenotazione/visita, chi è al mercato è mediamente più di fretta, e quindi meno predisposto a fermarsi per la compilazione.

Al netto di coloro che rifiutano quindi di prendere anche solo il foglio, o per questioni di tempo, o per questioni di “bandiera” (al mercato i banchetti erano connotati in modo evidente come PRC), l’incontro con coloro che si sono lasciati coinvolgere dall’iniziativa non può che dirsi positivo.

Il fatto di chiedere alle persone cosa ne pensano della situazione sanitaria locale, infatti, sembra far riscoprire loro la possibilità di poter avere nuovamente la parola su questioni (come la chiusura dei presidi ospedalieri) che finora sono state solo subite. Inoltre, il fatto che nel questionario fossero elencati dei servizi che mediamente non sono così noti alla popolazione, faceva “scoprire” ad alcuni (che chiedevano spiegazioni per la compilazione) l’esistenza di una realtà che non conoscevano nemmeno, fino al punto che ringraziavano poi chi aveva dato loro il questionario per il fatto che aveva svolto anche una funzione informativa.

Questa prima esperienza di incontro con la popolazione (è possibile che l’iniziativa possa essere riproposta in altri comuni della stessa ASL), sembra indicare che, senza avere la pretesa di diventare immediatamente un punto di riferimento politico per quanto riguarda le questioni della sanità territoriale, è però possibile ricostruire un minimo di conoscenza, e talvolta anche di coscienza, rispetto ai problemi della sanità, che è poi il substrato da cui si può partire per cercare di passare da un’insoddisfazione inespressa (se non repressa) rispetto ai personali bisogni sanitari, verso una coscienza condivisa di azioni che possono essere messe in campo per provare a cambiare la situazione.

Fiorenza Arisio

segretaria circolo PRC Avigliana-Giaveno