Rifondazione Biella

Un SI' per dire NO alle trivelle: 42 giorni al voto

Compagne e compagni, è vero mancano 42 giorni al referendum contro le trivelle. Il nostro partito sostiene l'intera campagna referendaria, il referendum costituzionale, il referendum sulla legge elettorale (avvio della raccolta firme prevista per il 7 aprile) e il referendum contro le trivellazioni, senza dimenticare quello sulla scuola in preparazione. C'è bisogno di una grande mobilitazione anche del nostro partito e dei nostri militanti per lavorare, e di lavoro ce n'è tantissimo, e contribuire, insieme alle associazioni, comitati e soggettività organizzate, al successo di tutta la campagna referendaria.
C'è bisogno di impegno attivo dei nostri circoli, federazioni e militanti, nei comitati referendari territoriali delle nostre province e comuni, in quelli già esistenti e in quelli ancora da costituire, cercando il più possibile di attivare un coordinamento dei comitati a livello regionale.
Urgenza massima per il referendum No Triv, che ricordo ci porterà al voto il 17 aprile, tra 44 giorni, nel silenzio più totale dei media! "L'Italia non si trivella" è la scommessa politica del comitato nazionale "Vota sì per fermare le trivelle" che si è costituito il 26 febbraio a Roma. Un solo quesito referendario al voto il 17/aprile, che chiede di abrogare la norma introdotta nell'ultima legge di stabilità, che permette alle attuali concessioni di ricerca di petroli e gas metano di non avere più scadenze e di rinnovarsi tacitamente. Unico quesito per ora sopravvissuto dei 6 presentati, tre uccisi dalle concessioni del governo Renzi, 2 alla Corte dei Conti per capire se sono ammissibili.
Quindi potremmo ritornare nei prossimi mesi al voto per gli altri due quesiti. Le motivazioni principali sono ben espresse nel volantino; ad esse aggiungo che: - sia il petrolio che il gas metano che potenzialmente potrebbero essere estratti servirebbero per soddisfare 2 mesi di consumo nazionale per il petrolio e 6 mesi per il gas metano. - il profitto delle estrazioni è tutto delle compagnie estrattive, colossi multinazionali; le estrazioni non sono per il fabbisogno nazionale, bensì sono venduti dalle multinazionali al miglior offerente, pagando all'Italia delle royalties bassissime, tra le più basse al mondo. - le piattaforme estrattive non portano lavoro; assolutamente non vero i 25.000 posti di lavoro di Renzi, ma al massimo poche migliaia (le piattaforme sono quasi del tutto automatizzate, con poco personale). 25.000 sono i posti di lavoro che l'estrattività dei mari toglie al settore della pesca attraverso la distruzione ecosistema marino - le piattaforme marine inquinano sia prima, che durante che dopo l'attività; prima per le ricerche (AIRGUN) che uccide o danneggia l'ecosistema marino, durante per sversamenti - checchè se ne dica - in mare, dopo durante lo smaltimento, oltre alle catastrofiche conseguenze di possibili fuoriuscite da incidente! - Il Mar Mediterraneo è un mare chiuso con difficoltà di ricambio, un incidente o più incidenti sarebbero gravissimiper tutto l'ecosistema marittimo e per le nostre coste (turismo). Ma la sfida è molto più grande: dicendo no alle piatteforme marine si innesca un iter culturale e politico di contrarietà a tutte le trivellazioni anche quelle sulla terraferma (Novara ad esempio) per la ricerca di petrolio e gas metano (e le conseguenze sull'Emilia insegnano).
Questo referendum è l'inizio di una CAMPAGNA PER UN NUOVO MODELLO ENERGETICO che non si deve più fondare sul petrolio e i combustibili fossili ma deve prevedere e investire su NUOVE FONTI DI ENERGIA SOSTENIBILE; un nuovo modello energetico allontana le GUERRE IMPERIALISTE che sono in atto per lo sfruttamento di detti giacimenti nei paesi dell'area mediterranea. I
l lavoro politico da mettere in campo è immenso e di grande valenza e il nostro partito deve fare la sua parte PERCHE' E' ANCHE LA NOSTRA BATTAGLIA e NOI CREDIAMO CHE UN MONDO NUOVO SIA POSSIBILE A PARTIRE PROPRIO DA NUOVI MODELLI ENERGETICI E SOSTENIBILI. Ho partecipato a Torino mercoledì 2 marzo ad un incontro di quel che voleva essere il Coordinamento regionale dei comitati referendari No Triv, promosso da Rete Clima Torino e Greenpeace, PER IL LANCIO DELLA CAMPAGNA REFERENSARIA NELLA NOSTRA REGIONE. All'incontro, circa un centinaio di persone, hanno partecipato molte associazioni territoriali e nazionali; presenti anche Sel, M5Stelle, noi, purtroppo solo nella mia persona, e Sinistra anticapitalista. E' stato bellissimo incontrare moltissimi GIOVANI, la stragrande maggioranza! Questo significa che la tematica ambientale interessa e mobilita i giovani e di questo dobbiamo tenerne conto.
Certamente è un comitato di scopo (il referendum, le trivelle...) quindi dentro ci stanno un po' tutti, anche con diverse formazioni e visioni politiche complessive, ma una cosa è stata chiara, la lotta per il clima e per i nostri mari, la nostra Terra e la mobilitazione per un altro "Mondo possibile più giusto, più equo e aggiungerei democratico, nonchè sostenibile, accande i giovani! Ecco io credo che in questa lotta ambientale il nostro partito deve esserci, attivamente, con la nostra passione, con il nostro portato politico, la nostra militanza; perchè questa è anche la nostra battaglia politica! Invito pertanto tutte le federazioni regionali ad attivarsi e attivare i propri circoli per PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALL'ORGANIZZAZIONE REFERENDARIA nei propri territori; dove non si sono attivati ancora Comitati referendari di farsi promotori della loro nascita. Attiviamo tutte e tutti i militanti del nostro partito ad agire politicamente in questi 44 giorni per DIFFONDERE E INFORMARE sul territorio, ORGANIZZARE EVENTI D'INFORMAZIONE, banchetti e volantinaggi e tutto quanto è possibile per CONTRIBUIRE ALLA RIUSCITA DEL REFERENDUM. Alcune notizie in calce: – A Torino (2/03/16) risulta che in provincia sono già attivi comitati referendari NO TRIV a: Verbania, Biella, Novara, Cuneo.
Bisogna quindi verificare come militanti di rifondazione che sia così in queste province e contribuire all'organizzazione del lavoro in questi comitati. nelle altre province bisogna capire cosa succede o meglio non succede, e in tal caso farsi promotori, assieme alle organizzazioni territoriali di far nascere al più presto comitati referendari No TRIV. – Rifondazione può essere utile, attraverso le sue federazioni, nell'aiutare il RACCORDO REGIONALE DEI COMITATI per una più proficua azione collettiva – I materiali stanno arrivando e con materiali intendo manifesti, volantini forse spille; per ora vi allego un volantino A4 e una matrice per volantini A5 da ritagliare. Per ora usiamo questi, finchè non ci arriva altro materiale scaricabile dal sito nazionale in via di apertura. Prossime informazioni anche su questo sito. Sappiamo che, nel caso i volantini siano distribuiti dai comitati, si può apporre in fondo la scritta generica di COMITATO .... (LOCALITà) "VOTA SI' PER FERMARE LE TRIVELLE" - Ricordarsi di inserire dove è stato stampato. Ogni associazione o soggetto organizzato/politico può mettere la propria sigla nelle altre iniziative proprie. Quindi è bene che ci mettiamo anche il nostro simbolo quando l'attività di informazione/distribuzione/.. politica è nostra. – Come ben sappiamo la nostra Regione non è tra le Regioni del COMITATO PROMOTORE (9 Regioni: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania), non è sul mare e non è interessata da trivellazioni se non sul territorio di Novara, ma appunto per questo il nostro lavoro deve essere più grande, perchè i piemontesi devono capire le ragioni nazionali del SI'.
 A Torino si sta pensando ad un evento con Luca Mercalli la settimana prima del 17 per uscire sui media; bisognerebbe fare altrettanto sugli altri grandi comuni; raccordiamo le iniziative e operare con metodi collaborativi tra province e regione. – il week end prima del 17 si lancerà a livello nazionale l'inziativa "MILLE PIAZZE CONTRO LE TRIVELLE" (mobilitazioni e iniziative nelle piazze e non solo in tutta Italia) e importante che si siano tanti eventi e mobilitazioni in tutta la nostra Regione. Anche per queste iniziative attiviamoci come partito per un metodo collaborativo e di raccordo provinciale e regionale. La segreteria regionale Piemonte ovviamente farà la sua parte di raccordo regionale in questa campagna referendaria come sulle altre.
 Le comuniste/i comunisti ci sono! Buon lavoro compagne e compagni A pugno chiuso
 Di seguito in ordine (materiale scaricabile):
1) il comunicato stampa del 26 febbraio del Comitato nazionale "Vota sì per fermare le trivelle"
2) il report della seconda assemblea nazionale No Triv del 14 febbraio 2016
3) volantino nazionale Campagna Referendaria A4
4) matrice volantino Campagna Referendaria per A5(fronte)
5) matrice volantino Campagna Referendaria per A5(retro)
6) Vademecum (importantissimo!)
 A Torino si sta attivando una mailing list tra i partecipanti dell'Assemblea del 2 marzo; per ora il recapito mail è: reteclimaturin@gmail.com