Referendum per la Costituzione

Report assemblea sul referendum contro la riforma costituzionale 15/03/2016

Il dibattito intorno alle riforme proposte dal governo Renzi è aperto e riunisce voci diverse ma unite nella volontà di difendere la Costituzione

Ieri sera alla Fabbrica delle "E", in corso Trapani, a Torino, sala piena per l'assemblea aperta sul referendum contro la riforma costituzionale e l'italicum, promossa da Salviamo la Costituzione, Comitato piemontese e valdostano. Ha introdotto Antonio Caputo con i saluti del "padrone di casa", don Ciotti che non ha potuto essere presente ma ha espresso l'adesione di Libera alla serata e al progetto.

Molto applaudito è stato l'intervento a seguire del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky.
Tra i suoi passaggi più significativi, la denuncia che questa riforma è stata, difformemente da quanto dovrebbe essere, promossa dal governo, ed è perciò una modifica costituzionale governativa. Ricorda a proposito alcuni paesi sudamericani in cui le modifiche costituzionali sono avvenute da parte di coloro che hanno preso il potere dopo un colpo di stato militare! Obiettivo chiaro è fare della Costituzione uno strumento del governo! Zagrebelsky ha ricordato l'iter delle approvazioni nel Parlamento, a base di minacce di crisi di governo e di scioglimento delle camere con cui questa modifica costituzionale è giunta alla terza votazione; purtroppo l'ultima votazione alla camera passerà sicuramente senza intoppi. Ha ricordato che la Costituzione è per suo principio al di sopra del governo, in quanto deve tutelare primariamente il vivere civile alle cui regole il governo deve sottostare. La Costituzione è la prima legge dello Stato e deve essere mantenuta integra. Non si può scindere la seconda parte della Costituzione dalla prima. Anche se i sostenitori della riforma dicono e diranno che si cambia solo la seconda parte che riguarda l'organizzazione dello Stato, si deve ribadire forte che svuotando la seconda parte della democrazia si rende vuota anche la prima parte, quella dei diritti.
Ci sono in gioco interessi europei ed internazionali molto diversi dai principi affermati nei primi articoli della Costituzione, ha detto. Si sta rovesciando la piramide costituzionale, nel senso dello svuotamento degli spazi democratici e dei diritti civili. Il rafforzamento dell'esecutivo che stiamo già vivendo (abuso dei decreti legge, parlamento esautorato, ricorso alla fiducia) non è per migliorare l'efficienza del governo ma per seguire interessi privati e facilitare politiche neoliberiste.
Di fatto abbiamo una Costituzione formale e una sostanziale, formale è la vera Costituzione, quella scritta settanta anni fa, sostanziale è quella di fatto messa in atto oggi attraverso strumenti come i decreti legge, il ricorso alla fiducia, ma anche le continue "riforme" che hanno impoverito la democrazia e i diritti sociali. A noi questa Costituzione sostanziale non piace, è una degenerazione. Ora il governo con le modifiche costituzionali vuole costituzionalizzare la degenerazione!
Infine Zagrebelsky consiglia di leggere alcuni articoli già approvati del testo definitivo della riforma, un testo che fra l'altro è ben difficile da trovare in internet, ad esempio l'articolo 70 o l'articolo 57. Una legge costituzionale deve essere chiara, in modo che ogni cittadino e ogni cittadina possano capire cosa c'è scritto. Invece in questa riforma non c'è nè chiarezza lessicale, né di contenuto. Esempio lampante è l'articolo 57 nel quale si afferma che i membri del senato sono eletti in numero minimo di 2 da ogni consiglio regionale, eletti dai membri del consiglio regionale, e subito dopo in altro comma, che sono eletti in conformità con le scelte degli elettori. Quindi vuol dire che sono i membri del partito di maggioranza ad eleggere i senatori? Ma allora non è un'elezione, è una nomina del partito di maggioranza! Questo perché a forza di modifiche per farla passare in parlamento non c'è più omogeneità, si dice tutto e anche il contrario di tutto! Ma queste modifiche dovranno entrare nella nostra nuova Costituzione?
In realtà questa modifica costituzionale è il trionfo del governo esecutivo, probabilmente resterà molto faragginosa la seconda parte, mentre si rafforzerà l'esecutivo con l'uso dei decreti legge e il potere di far votare una legge ad una certa data sicura. Il tutto rientra in una logica neoliberista dove i vincoli di garanzia costituzionali sono considerati lacci e lacciuoli che, rispettando i diritti di tutti in modo democratico, frenano la libera iniziativa.

Su richiesta della Presidenza è poi intervenuto applauditissimo l'avvocato Felice Besostri, presnte in sala e noto al pubblico per il ricorso promosso presso la Corte costituzionale che ha condotto all'abrogazione parziale del cosiddetto "Porcellum", che ha brevemente e simpaticamente commentato sul prossimo referendum contro l'Italicum.

In fine di serata hanno brevemente esposto i loro temi: un lavoratore della cgil, Gabriele Damonte del Comitato contro le Trivelle petrolifere di Torino, Rossana Becarelli del Comitato contro il Ttip, il Comitato Acqua pubblica di Torino, la Fiom. Sono stati proiettati in video i contributi sui temi trattati da parte del procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torino, Armando Spataro e di Luca Mercalli.