Rifondazione Diritti

Sciopero dei medici pubblici il 17 e 18 marzo. "Nessun confronto con il Governo"

La sanità si ferma, così, per la prima volta nell’ultimo decennio, per quarantotto ore consecutive, medici dipendenti, di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei dirigenti sanitari del Ssn dalle ore 00.00 del 17 marzo alle ore 24.00 del 18, garantendo, ovviamente, i servizi di urgenza ed emergenza.

I sindacati medici non abboccano e anche in Piemonte si preannuncia maggiore mobilitazione dopo lo sciopero del 16 dicembre 2015. Lo sciopero del 17 e 18 marzo sarà senza precedenti?

La vertenza sanità dei medici non si ferma mentre agli operatori del comparto, infermieri e tutti gli altri, dopo sette anni senza contratto e riduzione degli organici senza soluzione di continuità, non perviene nessun segnale dai loro sindacati. L’Anaao-Assomed più altre sigle, con l'adesione dei medici iscritti alla Cgil, hanno deciso altre due giornate: giovedì 17 e venerdì 18 marzo per " essere spettatrici del declino inesorabile della sanità pubblica sottoposta alla mannaia di continui e pesanti tagli - si legge in una nota - ma vogliono che entrino a pieno titolo nell’agenda della politica italiana le questioni della sua sostenibilità, dell’esigibilità del diritto alla salute dei cittadini omogenea tra le Regioni italiane, del ruolo professionale, dirigenziale, formativo dei medici e dei dirigenti sanitari. Il Governo si assuma in pieno le proprie responsabilità di fronte ai cittadini italiani e ai professionisti della sanità esplicitando il modello che intende realizzare". E avvertono che non accetteranno "ogni illegittima restrizione che Regioni e Aziende tenteranno di applicare, come accaduto lo scorso 16 dicembre”.

Si pongono, come in un vero e proprio programma di lotta, di sensibilizzare l’opinione pubblica con tre manifestazioni interregionali, la prima delle quali si svolgerà a NAPOLI sabato 20 febbraio 2016 coinvolgendo i professionisti e i cittadini delle regioni del sud Italia.

Crediamo che possa funzionare anche come avviso ai manager della sanità che hanno operato indefessamente alla distruzione delle strutture pubbliche a solo vantaggio di quelle private, nel frattempo fregandosene delle condizioni di lavoro e di salute degli operatori.

Riteniamo interessante quanto detto dal portavoce dei giovani medici Montemurro che spiega come i tagli alla sanità stiano, di fatto, abbassando notevolmente le prestazioni beneficio dei cittadini. E quindi c'è un legame diretto, che riguarda principalmente la popolazione anziana, tra il maggior numero di decessi registrati lo scorso anno e lo "stato di salute" degli ospedali.

Una conferma sul campo di quanto il servizio sanitario pubblico sia diventato problematico nella sua capacità di ricezione, in continuità col nostro impegno come PRC nella sanità pubblica.

Redazione periodico “Lavoro e Salute”