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Agenzia stampa a cura del PRC Piemonte

Sciopero in difesa della sanità pubblica? Medici, ancora una volta, in ritirata

Sciopero rinviato di 60 giorni in seguito al confronto con la ministra Lorenzin. Di nuovo la CGIL china il capo davanti al governo e omette di concretizzare le mobilitazioni annunciate.

Il 9 mattina abbiamo pubblicato una nota che, su informazioni e pareri di alcuni medici, confermava lo sciopero indetto per il 17 e 18 marzo dai sindacati medici, compresi quelli iscritti alla CGIL. Ieri siamo stati informati da un perplesso, se non sconfortato, medico che lo sciopero è stato rinviato di 60 giorni dopo un confronto col governo sui diversi temi (precariato, blocco del turn over, valorizzazione professionale, rinnovo contratti e convenzione, formazione e università, sblocco del congelamento della retribuzione accessoria, etc.) e pare che ciano stati una serie di impegni, della ministra Lorenzin ad affrontarli, coinvolgendo gli altri importanti attori istituzionali assenti, chissà perchè, all’incontro: Regioni, Mef e Miur.

I sindacati medici confermano le assemblee previste per continuare pubblicamente lo "stato di agitazione" nella migliore tradizione del fare sindacale......per non fare dopo le minacce di una mobilitazione concreta. A dir la verità questo risultato non ci sorprende perchè è l'ennesimo caso che registriamo da decenni e ci pare surreale anche l'ottimismo che traspare dal comunicato Cgil:

"L'intesa oggi raggiunta dai sindacati medici con il Governo per la sostenibilità del SSN rappresenta una importante assunzione di principio che vede per la prima volta la sanità all'interno dell'agenda del Governo.
La scelta chiara e netta per la sanità pubblica, oggi espressa a Palazzo Chigi nell'incontro sindacale dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti a nome del Governo, è un fatto importante, accompagnato da una critica al modello assicurativo, sia dal punto di vista dei diritti che economico.
Nel condiviso percorso di cambiamento e di efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, c'è bisogno però di investimenti adeguati in rapporto al Pil, al fine di consentire effettivamente in modo omogeneo sul territorio nazionale l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza.
Si tratta di un obbiettivo che deve vedere insieme i medici con tutte le professioni sanitarie, e con i cittadini. La sanità è a pezzi e nessuno si può permettere di aspettare ancora. In questo quadro verificheremo nelle prossime settimane l'effettiva attuazione anche delle altre importanti tematiche oggi condivise, dall'attuazione dell'art. 22 del Patto per la Salute per la valorizzazione delle risorse umane insieme con le altre professioni sanitarie alla stabilizzazione del personale precario, dalla regolamentazione delle esternalizzazioni al superamento del tetto di spesa per il personale, dalla partenza dei rinnovi di contratti e convenzioni al superamento del congelamento della retribuzione accessoria derivante dal comma 235 della legge di stabilità, fino ad una riforma del sistema della formazione che veda la rete sanitaria pubblica luogo di insegnamento.
 A fronte degli impegni oggi assunti dal Governo, formalmente evidenziati in un comunicato stampa, abbiamo rinviato lo sciopero del 17 e 18 marzo pur continuando la vertenza salute con le assemblee già programmate.
Adesso ci aspettiamo che gli impegni assunti siano rispettati a partire da un reale coinvolgimento anche dei tre rappresentanti istituzionali oggi assenti - Regioni, Mef e Miur - senza dei quali non potranno realizzarsi gran parte degli obbiettivi concordati."