RifondaSalute

Agenzia stampa a cura del PRC Piemonte

Presidio contro la guerra, 12 marzo 2016

Ieri 12 marzo, anche a novara come in altre citta' italiane, si e' manifestato per denunciare la guerra permanente a cui veniamo sottoposti da ormai 25 anni.

Dal crollo del muro di Berlino ad oggi la guerra e' dilagata in tutto il pianeta, la poverta' ed i profughi sono gli effetti di questa politica guerrafondaia, portata avanti in primis dalla NATO.

Padroni, banche e governi da una parte sostengono le guerre di rapina o le azioni destabilizzanti, dall'altra spremono i cittadini e i lavoratori per poter finanziare le loro ambizioni di domino.
In Medio Oriente hanno creato la barbarie, distrutto citta', con scuole ospedali e case, massacrato migliaia di esseri umani.

In Europa hanno creato poverta' da inizio secolo.
La quotidiana precarieta' del lavoro, la fascistizzazione della scuola e delle istituzioni parlamentari, la continua agonia dei servizi pubblici, sono gli aspetti fondamentali di queste politiche.
Distruzione e poverta' sono quindi l'orizzonte di questa classe dominante.
Con la poverta' si garantiscono bassi costi del lavoro, con i profughi e la guerra si garantiscono la sicurezza sociale, poiche' la paura che ne deriva, spinge a richiedere maggior sicurezza pubblica. inoltre la continua crisi spinge molti ad arruolarsi per per avere uno stipendio e questo continuera' ad alimentare spese folli militari.
Mentre gli industriali fanno profitti enormi con la sporca guerra, la gente inneggia contro i profughi.,le industrie italiane hanno aumentato i loro profitti in modo esponenziale in questi anni, loro si sono arricchiti...
A migliaia i profughi scappano dalle citta' distrutte e cio' nonostante invece di essere trattati come vittime vengono trattati come carnefici.

Dicevo, poc'anzi, della paura del profugo e dell'invasione, una questione esasperata mediaticamente, per sportare la discussione degli italiani dalla sicurezza sociale alla questione sicurezza pubblica, per impedire rivolte contro la imperterrita fascistizzazione del paese.
Mentre tutti discutono di immigrati e sicurezza, il governo fantoccio di Renzi prosegue le sue riforme di impoverimento del tessuto sociale e culturale del paese.

Oggi dire NO alla guerra, alle missioni militari, uscire dalla NATO, chiudere le fabbriche delle armi, significa opporsi al loro gioco, significa dirottare le risorse economiche verso il diritto alla casa, alla salute, alla scuola, ad un reddito.
Significa, inoltre, cacciare dai territori le basi militari straniere, procedere alla bonifica dei territori usati come poligoni di tiro, come la Sardegna.
IL NOSTRO NEMICO NON E' OLTRE LA FRONTIERA.
VOGLIAMO UNA VITA SENZA POVERTA' E GUERRA.